Per la serie "Galline in fuga" si decide, io e un'amica di passare il pontone del 2 giugno in quel della Toscana.
Agriturismo da favola in un paesello sperduto tra le colline del Chianti e per la precisione al Castello del Trebbio. Roba che neanche a cercarlo per forza lo troveresti.
Arriviamo stanche e stravolte dal viaggio ed entrate nell'appartamento dell'Agriturismo, appena adocchiamo la stanza sul soppalco decidiamo che lì dormiremo. Volendo ci sarebbe pure un'altra camera al piano terra, ma è buia e un poco tetra, "Vuoi mettere con l'altra?!" rispondiamo in coro.
E così via.
La vacanza finalmente inizia e uno dei giorni successivi visitiamo i dintorni e ci addentriamo per la colline toscane gironzolando in macchina fotografando tutto il fotografabile. Arriviamo quindi alla sera del secondo giorno e dopo in bagno, finisco la doccia. A questo punto vado ad aprire la porta per uscire. Chiusa. Strano, non l'avevo chiusa. Riprovo, è una di quelle porte scorrevoli con la serratura rotta. Quindi non posso averla chiusa. Ritento. Nulla. Non si apre: spingo a più non posso ma niente. Adesso che faccio? Urlo? Vabbè, aspetto. E ad alta voce dico "Prima o poi uscirò!". Passano pochi secondi, avvicino la mano alla maniglia, spingo... e la porta si apre. Chiaro. Eh, come no. E ci rido sopra.
Con una punta di sadismo a cena racconto il tutto alla mia amica. Infarcendo ovviamente la cosa con ricordi di film e di libri dell'orrore. Sì lo so, sono un po' stronza, ma del resto a volte è così divertente. Alla fine decidiamo di chiedere il giorno dopo, in occasione della visita al Castello, se davvero esiste un fantasma.
Il giorno seguente per l'appunto, la visita inizia con tanto di racconto storico intorno a congiure famose e fughe rocambolesche; vino, olio e zafferano. E tra le varie leggende, guarda caso, si parla anche di uno spettro, che "Però adesso non c'è più, perchè gli spettri, a differenza dei fantasmi, seguono la famiglia. Adesso la famiglia d'origine se ne è andata e così pure lo spettro. In pratica l'ha seguita" spiega chi ci fa da cicerone. Ovvio, no? Io guardo la mia amica e dico "Te l'avevo detto io; hai visto che esiste il fantasma?". E ci rido di nuovo su.
La notte seguente invece mi diverto meno.
Mi sveglio. Accendo la luce. Guardo l'ora, è ancora tardi e fuori diluvia. Decido di alzarmi per andare in bagno. Mi giro su un lato per scendere dal letto e mi sento trattenere e poi rilasciare l'elastico dei pantaloncini del pigiama. Faccio un balzo sul letto. Mi giro di scatto ma non c'è nessuno. Mi alzo lo stesso e scendo al bagno di sotto perchè in quello di sopra non ci voglio andare nemmeno morta. Così entro prima nell'altra stanza buia e tutto ad un tratto mi prende un senso di angoscia. Mi sento osservata. E non è una bella sensazione.
Ritorno di corsa a falcate sul soppalco.
Decido che alla fin fine userò il bagno di sopra anziché quello di sotto: per lo meno se "qualcosa" mi chiude di nuovo dentro stavolta posso chiamare aiuto ed essere liberata alla svelta. Cosa che poi, per fortuna, anche stavolta non serve.
La mattina dopo raccontando la mia "avventura" notturna, la mia amica se ne esce serafica con un "Oh ma sai che te lo volevo dire pure io? Beh, ancor prima che tu mi raccontassi tutto questo io avevo avvertito una presenza in questa casa, e in special modo al piano di sotto!" Io: "E adesso me lo vieni a dire?! Magari accennare qualcosa no?" Lei: "Ma pensa che roba: abbiamo avuto il nostro fantasma personale! Lo potremmo chiamare Casper!" (ma che fantasia, neh).
Io la guardo, ho poca voglia di scherzare. Lei resta un attimo in silenzio e poi improvvisamente aggiunge: "Ma a pensarci bene, e se invece non fosse un fantasma ma uno spettro: secondo te adesso, chi se lo porta a casa di noi due?".